Le origini del mutuo soccorso

Da un deposito locomotive di Genova a una delle più grandi società d'Italia: la storia vera, fatta di solidarietà e dignità.

Il mutuo soccorso non è un'idea nuova: è una delle più antiche e più belle risposte che i lavoratori abbiano saputo dare alla paura di restare soli. Prima ancora dello Stato sociale, c'erano loro: i lavoratori che si organizzavano dal basso per non lasciare nessuno indietro.

Il mutuo soccorso non era soltanto solidarietà reciproca in caso di infortuni e disgrazie, ma anche la base per diffondere le idee di miglioramento nelle condizioni di lavoro e il dibattito sull'emancipazione della classe operaia.

La Società dei macchinisti e fuochisti (1877)

Il 1° maggio 1877 nasce a Milano la Società di Mutuo Soccorso fra i Macchinisti e Fuochisti delle Ferrovie dell'Alta Italia: la prima organizzazione che raccolse in un unico sodalizio i lavoratori delle locomotive. Facevano un mestiere durissimo — fumo, carbone, turni interminabili sulle locomotive a vapore — e decidevano di non affrontarlo da soli.

Nel 1994 questa società, che nel frattempo era diventata la più grande d'Italia, fu ribattezzata Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, aperta a tutti i cittadini.

Cesare Pozzo (1853–1898), il ferroviere

Cesare Pozzo nasce a Serravalle Scrivia (Alessandria) il 1° gennaio 1853, figlio di una guardia della strada ferrata. A sedici anni lascia la famiglia e va a Genova, dove incontra i seguaci di Giuseppe Mazzini: lì scopre che il miglioramento intellettuale, morale e materiale delle classi operaie passa attraverso l'istruzione e il soccorso reciproco.

Nel 1874, a ventun anni, viene assunto come fuochista al deposito locomotive di Pontedecimo (Genova), sul difficile passo dei Giovi. Nel 1877 fonda il primo periodico sindacale ferroviario, L'Eco dell'Operaio. L'anno dopo, come rappresentante del suo deposito, partecipa all'assemblea milanese della Società di mutuo soccorso: da quel momento il tema diventa il cuore della sua vita.

Nel 1886 viene eletto presidente della Società, a Milano. La porta su posizioni sindacali, cerca di unificare le organizzazioni dei ferrovieri, studia i problemi del lavoro. Per questo viene considerato "sovversivo" e trasferito lontano dai compagni; i ferrovieri milanesi lo salutano con una manifestazione spontanea, definendolo "il leale ed indefesso compagno".

Colpito da esaurimento nervoso, si dedica agli scritti, tra cui Vent'anni di vita ferroviaria, pubblicato postumo nel 1899. Muore il 15 maggio 1898, a Udine. Le sue ceneri riposano al cimitero Monumentale di Milano. Da quel nome — e da quella idea — è partita la più grande società di mutuo soccorso italiana.

Perché questa storia ci riguarda

Oggi il nostro è un tentativo nuovo, ma con le stesse radici: partire dal basso, con ciò che abbiamo, per non lasciare nessuno indietro. Le minestre di ieri sono le nostre idee di oggi. La forma cambia — dalle locomotive a vapore al car pooling — ma lo spirito è lo stesso:

Fonti

S. Maggi, voce "POZZO, Cesare", in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 85, Treccani, 2016; S. Maggi, Mutuo soccorso C. P.: 135 anni di solidarietà (1877-2012), Bologna 2012; G. Checcozzo - S. Stefanelli, La mutua dei macchinisti e fuochisti, Milano 1987; G. De Lorenzo, La prima organizzazione di classe dei ferrovieri, Roma 1977.